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  >  Ospiti   >  MARATONA DI NEW YORK: L’ESPERIENZA DEL PERSONAL TRAINER

Abbiamo visto tutti il video dell’ultima Maratona di New York dove ha preso parte alla gara anche un’oca che sgambettando incitata da tutti ci ha strappato un sorriso.

La Maratona di New York è il sogno di tutti, sportivi e non, ma cosa serve per affrontarla e quali sono le cose da sapere assolutamente?

Oggi abbiamo un ospite diverso dal solito, non un viaggiatore ma un Personal Trainer bolognese, Paolo Bianconcini, che nel 2010 ha deciso di volare a New York per la famosissima maratona e ci svelerà tutti i segreti della sua esperienza.

Sentiamo un pò, quando avviene la maratona e che giro comprende?

La prima domenica di Novembre si disputa la NYC MARATHON.
42 kilometri e 195 metri oppure 26,2 miglia passando per tutti i cinque quartieri della grande mela. Si parte da Staten Island, nel Queens, attraverso il ponte di Verrazzano e si arriva a Brooklyn per poi giungere a Manhattan e salire fino ad Harlem, spostarsi nel Bronx ed infine scendere nuovamente a Manhattan costeggiando Central Park e, all’interno del quale ecco l’arrivo. 
Ad esclusione dei ponti, corri sempre tra due ali di sostenitori che non ti conoscono, ma che ti incitano continuamente. 
Sulla mia maglietta avevo scritto in grande il mio nome e ad ogni isolato sentivo : "COME ON PAUOLO, COME ON".

Dicci di più, la consiglieresti?

La maratona di NY è una di quelle cose che consiglierei a tutti di provare almeno una volta nella vita. È stata una continua emozione .

Come ti sei preparato?

Io ed i miei 12 compagni di avventura abbiamo deciso di partire dall’ultimo cancello così, almeno all’inizio, saremmo stati tutti insieme.  Alla maratona partecipano 40.000 persone e quindi la partenza viene scaglionata. 
Praticamente alle 9 AM partono i professionisti, poi, ogni 15’ partono vari scaglioni. 
Morale: siamo partiti alle 11 AM, mentre i vincitori si apprestavano a tagliare il traguardo. 
Siamo riusciti a stare insieme solo qualche centinaio di metri sopra il ponte di Verrazzano. Troppa la gente ed il diverso livello di preparazione. 
Negli ultimi 3 mesi ci incontravamo la domenica mattina per correre, più o meno insieme, il “lungo”, ogni settimana aumentavamo un paio di km. 
Alcuni di noi, ad inizio settembre, aveva anche disputato la RunTuneUp, la mezza maratona di Bologna. Insomma verso fine Ottobre ci ritrovammo per cimentarci in un percorso di 35 km. Ancora ricordo lo sguardo cattivo di chi arrivò insieme a me alla fine di quei 35 interminabili km, mentre, con l’aiuto di un gps da polso, gli davo il conto alla rovescia dei metri che mancavano. 

Ti penti di qualcosa?

Ripensando a quella preparazione commettemmo un errore che si rivelò importantissimo. 
Ci preparammo a sostenere tanti km (con la testa e con i muscoli), ci abituammo a bere e mangiare (chi con barrette e chi con gel o miele) ma ci eravamo scordati dei ponti! 
Avete presente quanto è largo il fiume Hudson? Bene, i ponti sono lunghissimi, quindi ti ritrovi a percorrere salite di un paio di km se non di più e discese di uguale lunghezza. Un toccasana per le nostre gambe ed una spesa energetica in più che non avevamo tenuto conto. 
Partimmo tutti con un ipotetico e teorico tempo sulla maratona, ma durante il percorso ognuno di noi capì che non sarebbe riuscito a rispettarlo. Tanti i corridori che, per superarli , ti costringono a deviare dalla tua rotta ideale (alla fine della maratona il mio gps segnava più di 45 km) , troppe le distrazioni durante il percorso.
Ad esempio ad ogni isolato una band diversa suonava musica differente e io mi sono pure fermato a ballare con una ragazza di colore, in più a Brooklyn ho sterzato bruscamente per andare ad afferrare una salsiccia che mi hanno offerto da un giardinetto dove facevano barbecue. 
È una maratona durante la quale non sai quanta energia potrai consumare. A partire dal percorso sali e scendi dei ponti, ai lunghi percorsi rettilinei contro vento, alle tante persone ed alla temperatura. 

E com’è finita?

Un'ora in più del previsto(4h50’) stravolto ed incredulo ed enormemente grato a tutte  quelle persone che, negli ultimi due kilometri, si sono sporte dalle transenne per gridarmi "Don’t stop PAUOLO don’t stop!" ad ogni mio accenno di interrompere la corsa ed iniziare a camminare. 
Taglio il traguardo, vengo incoronato con la medaglia di partecipazione, procedo camminando senza considerare un addetto stampa, conosciuto giorni prima, che voleva intervistarmi per un quotidiano bolognese, niente da fare, continuo dritto, mi chiamano per fare la foto ricordo, impossibile sono colpito dalla sindrome di Forrest Gump, mi fermo solo quando incrocio l’autista del pullman che ci doveva riportare all’hotel. 
Mi ha letteralmente preso per un braccio e mi ha urlato di salire, di sedermi e aspettare gli altri che sarebbero arrivati. 
Erano ormai le 16, eravamo svegli dalle 5, avevamo fatto una lunga colazione per partire entro le 7,30.
Sì, la maratona di NY aspetta anche i più ritardatari. Fino alle 18,30 potrai tagliare il traguardo e sarai sempre applaudito.

Insomma Paolo ti ha convinto?

Parteciperesti mai ad una maratona?

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